Promemoria antifascista

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Come contrastare le fake news

(Suggerimento: tasto > per aumentare la velocità di riproduzione)

Fonte e trascrizione del testo: http://attivissimo.blogspot.it/2017/06/video-come-contrastare-le-fake-news.html

Faccio solo un esempio elementare: quando Facebook incorpora una fonte esterna, ne rimuove tutti i segni grafici distintivi e la rende uniforme a tutte le altre. Questa scelta grafica toglie al lettore tutti gli indicatori visivi della provenienza e della qualità di una notizia e rende molto più facile l’equivoco. Su Facebook, la notizia del sito bufalaro e quella del Corriere della Sera vengono visualizzate nello stesso modo: tutta l’attenzione è sull’immagine, enorme, accompagnata da un titolo e da due righe di testo iniziale dell’articolo. È sparita l’impaginazione originale, non c’è più il logo del giornale in evidenza, non c’è più il font differente che caratterizza un sito rispetto a un altro: è tutto uguale, indifferenziato, annacquato, omogeneizzato. E la cosa più importante, ossia l’origine della notizia, è relegata in un angolo, in basso, in caratteri piccoli e oltretutto grigi (con grande gioia, immagino, degli ipovedenti).

… la campagna Vote Leave della Brexit ha investito in impression pubblicitarie un miliardo di sterline: una cifra, dice Moy, che si spende solo se si crede che abbia la capacità di influenzare.

Lo stato islamico non esiste

 

Ogni volta che si usa la sigla IS o ISIS per “stato islamico” (non riesco a scriverlo maiuscolo) non facciamo altro che rinforzare la strategia di terrore dei criminali di Daesh, il vero nome di questo gruppo terroristico.

Con il passare del tempo ci siamo assuefatti al concetto dello stato islamico seppur sedicente, cosiddetto o autoproclamato, che minaccia, rivendica attentati, ha soldati e miliziani.
Molti giornali inglesi, americani e italiani usano tutti la sigla IS o ISIS. È molto comodo ahimè, ma usare la sigla Daesh è un’accortezza piccola nella forma ma molto grande nella sostanza.
Sentirsi colpiti o attratti da uno “Stato islamico” è purtroppo molto più efficace che sentirsi colpiti o attratti da un famigerato gruppo terroristico come Daesh, Boko Haram, al-Nusra o al-Kaeda.
Parliamo con la stessa disinvoltura dello Stato Curdo o dello Stato Palestinese?
Ogni volta che sentiamo parlare di stato islamico diciamo: “No! lo stato islamico non esiste!”.

Blue Whale, media irresponsabili

Aggiornamento 02.06.2017

Aggiornamento 03.06.2017

Bubble democracy

Un breve saggio di Damiano Palano sui partiti-setta che ci porta alla bubble democaracy:

  • La bolla mortale della nuova democrazia
    La bolla culturale in cui siamo imprigionati elimina dalla nostra visuale punti di vista alternativi e alimenta la nascita di teorie del complotto e partiti esoterici. Come uscirne?

98 cose che Facebook sa di voi

Ecco un elenco di ciò che Facebook sa di voi (e forse anche molte altre) in una traduzione di Paolo Attivissimo:

A questo si aggiungono i dati che ora WhatsApp passerà a Facebook.

…chi usa un’app fornita gratuitamente da un’azienda che invece l’ha pagata miliardi di dollari deve aspettarsi prima o poi di essere trattato non come cliente, ma come prodotto.

Onde gravitazionali

Ecco alcuni articoli che annunciano e spiegano la recente scoperta:

Onde gravitazionali, confermata la rilevazione diretta
di Giovanni Spataro, Le Scienze.

Gravitational Waves Exist: The Inside Story of How Scientists Finally Found Them
by Nicola Twilley, The New Yorker.

Gravitational Waves Detected, Confirming Einstein’s Theory
by Dennis Overbye, The New York Times.

Cosa sono le onde gravitazionali spiegate in un fumetto da PhD comics

 

Dark cat in black room

Traduco velocemente:

Filosofia: cercare un gatto nero in una stanza buia.

Metafisica: cercare un gatto nero che non c’è in una stanza buia.

Teologia: cercare un gatto nero che non c’è in una stanza buia e gridare “L’ho trovato”.

Scinenza:  cercare un gatto nero in una stanza buia con una semplice torcia elettrica.

Parigi 13.11.2015

Al contrario di quegli irresponsabili di Libero che con gli insulti non fanno altro che aggravare la situazione, riporto le parole di Beppe Severgnini:

Il video girato col cellulare da un giornalista di Le Monde davanti alla sala da concerti Bataclan è sconvolgente. La normalità male illuminata, la strada laterale, il venerdì sera, i colpi incomprensibili, una voce che grida “Ma cosa succede?”. Poi l’occhio cade sui ragazzi appesi alle finestre, aggrappati al davanzale e alla vita. Altri in piedi sui cornicioni, come in un vecchio film. Per strada, corpi umani trascinati come pupazzi sul marciapiede: vivi o morti, non si sa. Questo hanno voluto i nostri nemici. Questo hanno fatto. Entrare in una sala da concerti e uccidere dozzine di ragazzi disarmati: non è difficile.

È invece difficile – verrebbe da dire: impossibile – capire il vuoto di certe menti e l’oscurità di certi cuori. Ma dovremo farlo. Piangere e pregare non basta. Molte cose saranno da esaminare: il fallimento dei servizi di informazione francesi, le complicità, la necessità di una immediata, esplicita scelta di campo degli islamici in Europa (se vogliono continuare a vivere qui). Resta un fatto: i francesi e gli europei saranno più forti dei barbari alle porte, e di quelli tra noi. Un modo di dimostrarlo è andare avanti con le nostre vite. Chiudersi, sospettare gli uni degli altri, cambiare abitudini: sarebbe un modo di dargliela vinta. Non deve accadere. I ragazzi europei escano per strada e vadano ad ascoltare musica e a ballare, stasera, nelle nostre belle città autunnali. È il modo migliore di rendere omaggio a chi venerdì sera è entrato al Bataclan, e non è più uscito.

In rete ci sono anche una serie di false notizie, qui un resoconto:

Consigli per gli studenti

Un decalogo per l’orale di maturità

Carissimi,
avendo assistito a molti esami di maturità nella mia lunga carriera, mi permetto di darvi alcuni consigli su COSA FARE e soprattutto COSA NON FARE in occasione dell’orale.
Per cominciare: ricordate di avere 10/12 minuti max per la presentazione della vostra tesina, su un orale di circa 45 minuti.
A casa, ricordate:
1. Il vostro PowerPoint (d’ora in poi PPT) è un RIASSUNTO della vostra tesina, e sarà un ottimo APPOGGIO durante il vostro discorso. NO: frasi intere, pagine dense e illeggibili. SÌ: immagini, elenchi puntati, diagrammi.
2. STUDIATEVI BENE IL PPT. Con il cronometro davanti, RIPETETELO più volte a vostro fratello/sorella/mamma/papà. Ammessi anche cani, gatti e canarini (ascoltano e non commentano).
All’orale:
3. PRESENTATEVI (nome, cognome, classe). Sorridete: non siete sul patibolo. Poi annunciate il titolo della tesina, spiegate perché avete scelto quell’argomento, illustrate COME LA TESINA E’ ORGANIZZATA (max 1 minuto). Per far questo, potete proiettare la MAPPA CONCETTUALE. Oppure stamparne una copia da consegnare a ognuno dei commissari. Ho visto tanti ragazzi partire in quarta. Ma non si capiva in quale direzione!
4. NON LEGGETE il vostro PPT dallo schermo! Quello, come ho già detto, è solo un appoggio al vostro discorso. Guardate in faccia i docenti, guardate ogni tanto lo schermo. Ma, ripeto, solo come riferimento.
5. Parlate in modo chiaro e a voce alta.
6. LE BRACCIA. Dio ve le ha date, usatele. Non state lì impalati. Presentate tabelle o immagini sul PPT, indicandole. Ricordate quanto avete imparato nel “debate”.
7. Interrogazione. MAI SCENA MUTA. Se non sapete una risposta, NON STATE ZITTI! La maturità di un ragazzo si vede anche da come reagisce, e ragiona, di fronte a una domanda che lo mette in difficoltà o a un argomento che non sa.
8. SIATE ASSERTIVI. Non parlate come cani bastonati. E non usate “tipo” ogni tre parole.
9. ARGOMENTI A SCELTA. Ho visto ragazzi che alla richiesta “Dimmi un argomento a tua scelta…” restavano muti (ebbene sì!). L’argomento a scelta si propone talvolta agli studenti con voti non alti, per venir loro incontro. Non fatevi pescare impreparati!
10. GLI SCRITTI. Se sapete di non aver risposto bene a un quesito negli scritti, preparatevi. Quasi sicuramente vi verrà riproposto all’orale. Ho visto ragazzi che non sapevano un argomento allo scritto e non lo sapevano nemmeno all’orale. Ma dài!
Un ultimo consiglio (ma avevo finito i 10 punti): andate ad assistere , se potete, a un orale della vostra commissione. Imparerete molte cose.
Ultimissimo: vi chiederanno, durante l’orale, dei vostri progetti futuri. Date una risposta articolata. Non dite “Boh!”.
Buona maturità!
Prof.ssa Paola Severgnini IIS Luca Pacioli, CremaUn decalogo per l’orale di maturità

da: http://italians.corriere.it/2015/06/30/un-decalogo-per-lorale-di-maturita/

15 punti del professor Catà ha riportato anche nella propria pagina Facebook:

1. Al mattino, qualche volta, andate a camminare sulla riva del mare in totale solitudine: guardate come vi si riflette il sole e, pensando alle cose che più amate nella vita, sentitevi felici.
2, Cercate di usare tutti i nuovi termini imparati insieme quest’anno: più cose potete dire, più cose potete pensare; e più cose potete pensare, più siete liberi
3. Leggete, quanto più potete. Ma non perché dovete. Leggete perché l’estate vi ispira avventure e sogni, e leggendo vi sentite simili a rondini in volo. Leggete perché è la migliore forma di rivolta che avete (per consigli di lettura, chiedere a me).
4. Evitate tutte le cose, le situazioni e le persone che vi rendono negativi o vuoti: cercate situazioni stimolanti e la compagnia di amici che vi arricchiscono, vi comprendono e vi apprezzano per quello che siete.
5. Se vi sentite tristi o spaventati, non vi preoccupate: l’estate, come tutte le cose meravigliose, mette in subbuglio l’anima. Provate a scrivere un diario per raccontare il vostro stato (a settembre, se vi va, ne leggeremo insieme)
6. Ballate. Senza vergogna. In pista sotto cassa, o in camera vostra. L’estate è una danza, ed è sciocco non farne parte.
7. Almeno una volta, andate a vedere l’alba. Restate in silenzio e respirate. Chiudete gli occhi, grati.
8. Fate molto sport.
9. Se trovate una persona che vi incanta, diteglielo con tutte la sincerità e la grazia di cui siete capaci. Non importa se lui/lei capirà o meno. Se non lo farà, lui/lei non era il vostro destino; altrimenti, l’estate 2015 sarà la volta dorata sotto cui camminare insieme (se questa va male, tornate al punto 8).
10. Riguardate gli appunti delle nostre lezioni: per ogni autore e ogni concetto fatevi domande e rapportatele a quello che vi succede.
11. Siate allegri come il sole, indomabili come il mare.
12. Non dite parolacce, e siate sempre educatissimi e gentili.
13. Guardate film dai dialoghi struggenti (possibilmente in lingua inglese) per migliorare la vostra competenza linguistica e la vostra capacità di sognare. Non lasciate che il film finisca con i titoli di coda. Rivivetelo mentre vivete la vostra estate.
14.Nella luce sfavillante o nelle notti calde, sognate come dovrà e potrà essere la vostra vita: nell’estate cercate la forza per non arrendervi mai, e fate di tutto per perseguire quel sogno.
15. Fate i bravi.

da: http://www.huffingtonpost.it/2015/06/08/compiti-vacanze-prof_n_7533582.html

#JeSuisCharlie

[Ultimo aggionamento 03/02/2015]

Segnalo alcuni articoli di commento all’attacco terroristico alla redazione di Charlie Hebdo.

Innanzitutto le parole di Philip Pullman su libertà e censure:

Nessuno ha il diritto di vivere senza essere scioccato. Nessuno ha il diritto di passare la propria vita senza essere offeso. Nessuno è obbligato a leggere questo libro. Nessuno è costretto a prenderlo in mano. Nessuno è tenuto ad aprirlo. E se lo aprono e lo leggono, non sono tenuti a farselo piacere. E se lo leggete e non vi piace, non siete obbligati a tacere in proposito. Potete scrivermi, potete lamentarvi, potete scrivere all’editore, potete mandare lettere ai giornali, potete scrivere un vostro libro. Potete fare tutte queste cose, ma i vostri diritti si esauriscono lì. Nessuno ha il diritto di impedirmi di scrivere questo libro. Nessuno ha il diritto di impedire che sia pubblicato o venduto o comprato o letto. Non ho altro da dire in proposito.

Di Beppe Severgnini le proposte contro il fanatismo e sul valore dell’Europa.

L’articolo “Non in mio nome” di Igiaba Scego pubblicato su l’Internazionale su come il mondo islamico prenda le distanze dagli attacchi terroristici.

L’approfondita analisi di Luca Sofri sul Post.

La vignetta per la quale nessuno è stato ucciso pubblicata sul sito saritico Onion; tesi confermata dalla rivista dei gesuiti Etudes che ripubblica le vignette di Charlie sul Papa.

Aggiornamenti dal 12.01.2015

Chi si offende per la satira religiosa fa il gioco dei terroristi di Daniele Luttazzi o meglio Criticare la fede non è né provocare, né insultare: è fare appello alla razionalità

Salman Rushdie: ‘I Stand With Charlie Hebdo, as We All Must’ sul Wall Street Journal

Beppe Severgnini: “ogni generazione deve conquistarsi la sua pace” in La giovane Europa sarà capace di vincere questa battaglia

La libertà d’espressione è sempre a rischio di Quit the Doner

Il liberal razzismo all’italiana che difende l’informazione quando conviene di Giovanni Tizian

Dieci cose che ho letto, dopo Charlie Hebdo di Matteo Colombo che commenta 10 argomentazioni molto comuni sul tema

Il “doppio standard” dei fondamentalisti di Daniele Luttazzi


E chiaramente non potevano mancare delle vignette:

Un cartone animato ci spiega la tossicodipendenza

Un kiwi assaggia un’affascinante sostanza gialla. Lo fa stare benissimo.
All’inizio i cicli di piacere sono lunghi e intensi, “l’atterraggio” è indolore e il resto del mondo sembra normale: il kiwi corre verso gli altri globuli di sostanza gialla. I cicli di piacere si fanno poi sempre più brevi e meno intensi, l’atterraggio diventa doloroso e lascia segni sul corpo, e il resto del mondo diventa grigio e poi nero, la corsa verso la sostanza gialla diventa meno affrettata ma inevitabile.

Via: Rai Scuola