Decalogo #bastabufale

1. Condividi solo le notizie che hai verificato
Resisti alle catene e non farti imbrogliare, diffondendo notizie false.

2. Usa gli strumenti di internet per verificare le notizie
Cerca informazioni su chi pubblica. Guarda bene il nome del sito, se è una storpiatura o la parodia di un sito più famoso. Cerca la fonte originale di una notizia scrivendo su un motore di ricerca, fra virgolette, un nome di persona o di luogo citato dalla notizia.

3.Chiedi le fonti e le prove.
Chiederle è un tuo diritto: fallo valere.

4. Chiedi aiuto a una persona esperta
Oppure rivolgiti ad un ente davvero competente.

5. Ricorda che anche internet e i social network sono manipolabili
Non fidarti di chi non conosci soltanto perché ti piace quello che dice, non è detto che dica la verità.

6. Riconosci i vari tipi e gli stili delle notizie false
Spesso li puoi riconoscere perché usano titoli drammatici e allarmisti, scrivono con tanti punti esclamativi.

7. Hai un potere enorme, usalo bene
Diffondere o condividere una notizia falsa può avere conseguenze pesanti: potresti spaventare, diffamare, umiliare, istigare all’odio e violenza.

8. Dai il buon esempio: non lamentarti del buio ma accendi una luce
Crea anche tu, magari con gli amici, una pagina social, un blog, un sito per segnalare le notizie false che hai scoperto.

Fonte: http://www.butac.it/bastabufale-la-libera-informazione-gli-attacchi-ad-hominem/

 

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Dietro gli occhiali di Simoncini

Articoli sulla mostra Metodo Simoncini – Ricerca di un’estetica dell’insieme dedicate a Francesco Simoncini, tipografo designer industriale, allestita fino al 12 novembre al Museo del Patrimonio Industriale, in via della Beverara 123 a Bologna, a cura di Elisa Rebellato e Antonio Cavedoni.

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Come contrastare le fake news

(Suggerimento: tasto > per aumentare la velocità di riproduzione)

Fonte e trascrizione del testo: http://attivissimo.blogspot.it/2017/06/video-come-contrastare-le-fake-news.html

Faccio solo un esempio elementare: quando Facebook incorpora una fonte esterna, ne rimuove tutti i segni grafici distintivi e la rende uniforme a tutte le altre. Questa scelta grafica toglie al lettore tutti gli indicatori visivi della provenienza e della qualità di una notizia e rende molto più facile l’equivoco. Su Facebook, la notizia del sito bufalaro e quella del Corriere della Sera vengono visualizzate nello stesso modo: tutta l’attenzione è sull’immagine, enorme, accompagnata da un titolo e da due righe di testo iniziale dell’articolo. È sparita l’impaginazione originale, non c’è più il logo del giornale in evidenza, non c’è più il font differente che caratterizza un sito rispetto a un altro: è tutto uguale, indifferenziato, annacquato, omogeneizzato. E la cosa più importante, ossia l’origine della notizia, è relegata in un angolo, in basso, in caratteri piccoli e oltretutto grigi (con grande gioia, immagino, degli ipovedenti).

… la campagna Vote Leave della Brexit ha investito in impression pubblicitarie un miliardo di sterline: una cifra, dice Moy, che si spende solo se si crede che abbia la capacità di influenzare.

Lo stato islamico non esiste

 

Ogni volta che si usa la sigla IS o ISIS per “stato islamico” (non riesco a scriverlo maiuscolo) non facciamo altro che rinforzare la strategia di terrore dei criminali di Daesh, il vero nome di questo gruppo terroristico.

Con il passare del tempo ci siamo assuefatti al concetto dello stato islamico seppur sedicente, cosiddetto o autoproclamato, che minaccia, rivendica attentati, ha soldati e miliziani.
Molti giornali inglesi, americani e italiani usano tutti la sigla IS o ISIS. È molto comodo ahimè, ma usare la sigla Daesh è un’accortezza piccola nella forma ma molto grande nella sostanza.
Sentirsi colpiti o attratti da uno “Stato islamico” è purtroppo molto più efficace che sentirsi colpiti o attratti da un famigerato gruppo terroristico come Daesh, Boko Haram, al-Nusra o al-Kaeda.
Parliamo con la stessa disinvoltura dello Stato Curdo o dello Stato Palestinese?
Ogni volta che sentiamo parlare di stato islamico diciamo: “No! lo stato islamico non esiste!”.

Blue Whale, media irresponsabili

Aggiornamento 02.06.2017

Aggiornamento 03.06.2017

Bubble democracy

Un breve saggio di Damiano Palano sui partiti-setta che ci porta alla bubble democaracy:

  • La bolla mortale della nuova democrazia
    La bolla culturale in cui siamo imprigionati elimina dalla nostra visuale punti di vista alternativi e alimenta la nascita di teorie del complotto e partiti esoterici. Come uscirne?

Seb Lester calligraphy

A proposito di calligrafia ecco il profilo instagram di Seb Lester in cui pubblica i video time lapse dei suoi lavori.

A cui ne aggiungo altri:

via: http://www.newyorker.com/culture/cultural-comment/calligraphy-stars-instagram