Ivrea, srotolano uno striscione per Regeni al comizio di Salvini: identificati e schedati

http://torino.repubblica.it/cronaca/2018/06/16/news/ivrea_srotolano_uno_striscione_per_regeni_al_comizio_di_salvini_identificati_e_schedati-199163627/

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Le campagne elettorali tramite facebook

Un articolo che riflette sull’uso di facebook per le campagne elettorali:

Questo post è una semplice lista di appunti che ho preso durante questi due mesi di campagna: ho visto fare cose allucinanti, a volte incomprensibili, così ho deciso di appuntarmele e valutarle con calma.

https://medium.com/@betone/raddoppiare-il-numero-di-fan-in-una-notte-e-altre-magie-imparate-seguendo-una-campagna-elettorale-1b0b0e932122

via:

Vitalizi? Già fatto.

Cito una lettera apparsa ieri sul sito del Corriere della Sera nella rubrica Italians:

LETTERA Il governo 5 Stelle e i vitalizi dei parlamentari

Buongiorno Severgnini. in vista di un possibile governo del M5S si torna a parlare dei vitalizi dei parlamentari. Forse mi sfugge qualcosa, ma mi sembra poco più di una trovata demagogica. Il sistema è già stato riformato dalla Fornero, e oggi i vitalizi sono equiparabili alle normali pensioni dei lavoratori: sono erogati solo al raggiungimento dei 65 anni e calcolati col sistema contributivo. Permangono alcuni vantaggi, è vero, ma non tali da giustificare una lotta “epocale”. A meno che non si vogliano toccare i vecchi vitalizi, cioè quelli concessi prima della riforma Fornero, che erano, effettivamente, scandalosi. Qui però entriamo in un terreno molto scivoloso. Innanzitutto c’è il rischio concreto che qualunque riforma venga, a ragione o torto, bocciata dalla Corte Costituzionale, come già successo per le cosiddette “pensioni d’oro”. Inoltre, anche se i trattamenti concessi erano troppo generosi, non so quanto sia corretto rivederli a posteriori: è come stracciare un contratto perché si è rivelato poco vantaggioso, anziché rispettarlo. Poi la gente ha fatto scelte di vita sulla base dei vitalizi a suo tempo legittimamente concessi, è equo cambiargli le carte in tavola, magari dopo anni o decenni? L’unica strada sensata mi sembra quella attuata e poi riproposta dal PD: il contributo di solidarietà, cioè un prelievo fiscale che, di fatto, causa una restituzione almeno parziale del vitalizio, ristabilendo un po’ di equità e con meno rischi di incostituzionalità. Poi mi viene un pensiero malizioso: tutti i parlamentari del M5S, essendo di fresca nomina, non verrebbero minimamente impattati dalla riforma: quindi sì stanno lottando per abolire i privilegi, ma degli altri!

Dario Brusamolino,

Non è che il centrodestra volendo abrogare la legge Fornero ci riporterà in vita i vecchi vitalizi?

Tim Cook a proposito di facebook

Traduco il post pubblicato su DaringFireball

Peter Kafka ha scritto su Recode:

Cook lo ha ribadito oggi: “La verità è che noi potremmo fare montagne di soldi, se monetizzassimo i nostri clienti, se i nostri clienti fossero il nostro prodotto. Abbiamo scelto di non farlo.”

Swisher ha posto un’altra domanda a Cook: Cosa avrebbe fatto se fosse stato il CEO di Facebook, Mark Zuckerberg? La sua risposta: “Non sarei in questa situazione.”

Spietato, ma non scorretto. Penso che Cook abbia ragione: non sarebbe in questa situazione.

Un gelato per Salavini? Al cioccolato

Massimo Gramellini ha scritto a proposito della ragazza che non ha servito il gelato all’On. Salvini:

…ha motivato il gesto così: «Io non servo i razzisti». Con ciò dimostrandosi tale, perché è razzista anche chi discrimina gli altri in base alle loro idee.

Ora razzista è colui che discrimina gli altri solo in base alla razza (ammesso che esista). Chi discrimina in base alle idee è colui che ha dei principi. Sarebbero razzisti i partigiani che hanno combattuto contro in nazi-fasciti? Sarebbero razzisti i curdi che combattono contro i criminali di Daesh (prima nell’ ISIS ora nell’Esercito Libero Siriano)?

Ironia della sorte la gelateria in questione si chiama Baci Sottozero, un ottimo titolo per il mulrales apparso sui muri di Roma in questi giorni. Mi auguro che, con tutta la pubblicità fatta alla loro gelateria, la ragazza possa riprendere il suo lavoro.

Offrirei volentieri un gelato all’On. Salvini… al cioccolato. Chissà se lo gradisce?

salvinidimaiobacio

Oltre i limiti

Apple ha pubblicato un trailer e sei brevi video che ha commissionato ad altrettanti artisti per mostrare la potenza dell’iMac Pro. Lo stato dell’arte per quanto riguarda l’animazione di computer grafica. Altrettanto interessanti sono i video “dietro le quinte” in cui gli stessi artisti spiegano come hanno realizzato le loro opere.

Il trailer

Gli altri video Continua a leggere

Pirla ai pirla

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15 marzo 2018, in occasione del compleanno di Giancarlo Iliprandi si è parlato del suo libro Sketch, Think, Draw. nel chiostro Nina Vinchi presso il Piccolo Teatro Paolo Grassi di Milano, con l’introduzione di Monica Fumagalli, Pietro Corraini e gli interventi Marta Sironi, Mauro Piazza e Francesco Dondina. Si è parlato della sua passione per il disegno, del lavoro di archiviazione dei suoi lavori, della sua carriera, dei lavori per la Rinascente della riscoperta di tantissimo materiale archiviato con ordine sin dai primi anni. Tanto materiale che ben documenta la sua libertà di dire “Pane al pane, vino al vino e pirla ai pirla”. Capacità oggi andata in disuso.

SketchThinkDraw

M5S

Cito e condivido da: http://italians.corriere.it/2018/03/06/lettera-350/ di Beppe Severgnini:

Quello che penso del M5S lo sapete: molte idee non mi convincono, altre mi preoccupano. Io non credo che l’Europa sia un imbroglio, che Trump e Putin siano esempi di leadership, che in Italia abbiamo i soldi per il reddito di cittadinanza. Ritengo che i bambini debbano essere vaccinati e la competenza sia importante. Penso  sia sbagliato, per un partito politico, affidarsi a una entità esterna (Casaleggio & Associati), che non deve rendere conto a nessuno. Considero sbagliato aggredire verbalmente chi  la pensa diversamente.

A cui si aggiunge:

“Vi spiego come funziona la macchina della propaganda M5S: così distruggono i loro nemici”

da cui si deduce che il M5S sia il braccio politico della Casaleggio & Associati.

Decalogo #bastabufale

1. Condividi solo le notizie che hai verificato
Resisti alle catene e non farti imbrogliare, diffondendo notizie false.

2. Usa gli strumenti di internet per verificare le notizie
Cerca informazioni su chi pubblica. Guarda bene il nome del sito, se è una storpiatura o la parodia di un sito più famoso. Cerca la fonte originale di una notizia scrivendo su un motore di ricerca, fra virgolette, un nome di persona o di luogo citato dalla notizia.

3.Chiedi le fonti e le prove.
Chiederle è un tuo diritto: fallo valere.

4. Chiedi aiuto a una persona esperta
Oppure rivolgiti ad un ente davvero competente.

5. Ricorda che anche internet e i social network sono manipolabili
Non fidarti di chi non conosci soltanto perché ti piace quello che dice, non è detto che dica la verità.

6. Riconosci i vari tipi e gli stili delle notizie false
Spesso li puoi riconoscere perché usano titoli drammatici e allarmisti, scrivono con tanti punti esclamativi.

7. Hai un potere enorme, usalo bene
Diffondere o condividere una notizia falsa può avere conseguenze pesanti: potresti spaventare, diffamare, umiliare, istigare all’odio e violenza.

8. Dai il buon esempio: non lamentarti del buio ma accendi una luce
Crea anche tu, magari con gli amici, una pagina social, un blog, un sito per segnalare le notizie false che hai scoperto.

Fonte: http://www.butac.it/bastabufale-la-libera-informazione-gli-attacchi-ad-hominem/

 

Dietro gli occhiali di Simoncini

Articoli sulla mostra Metodo Simoncini – Ricerca di un’estetica dell’insieme dedicate a Francesco Simoncini, tipografo designer industriale, allestita fino al 12 novembre al Museo del Patrimonio Industriale, in via della Beverara 123 a Bologna, a cura di Elisa Rebellato e Antonio Cavedoni.

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Come contrastare le fake news

(Suggerimento: tasto > per aumentare la velocità di riproduzione)

Fonte e trascrizione del testo: http://attivissimo.blogspot.it/2017/06/video-come-contrastare-le-fake-news.html

Faccio solo un esempio elementare: quando Facebook incorpora una fonte esterna, ne rimuove tutti i segni grafici distintivi e la rende uniforme a tutte le altre. Questa scelta grafica toglie al lettore tutti gli indicatori visivi della provenienza e della qualità di una notizia e rende molto più facile l’equivoco. Su Facebook, la notizia del sito bufalaro e quella del Corriere della Sera vengono visualizzate nello stesso modo: tutta l’attenzione è sull’immagine, enorme, accompagnata da un titolo e da due righe di testo iniziale dell’articolo. È sparita l’impaginazione originale, non c’è più il logo del giornale in evidenza, non c’è più il font differente che caratterizza un sito rispetto a un altro: è tutto uguale, indifferenziato, annacquato, omogeneizzato. E la cosa più importante, ossia l’origine della notizia, è relegata in un angolo, in basso, in caratteri piccoli e oltretutto grigi (con grande gioia, immagino, degli ipovedenti).

… la campagna Vote Leave della Brexit ha investito in impression pubblicitarie un miliardo di sterline: una cifra, dice Moy, che si spende solo se si crede che abbia la capacità di influenzare.

Lo stato islamico non esiste

 

Ogni volta che si usa la sigla IS o ISIS per “stato islamico” (non riesco a scriverlo maiuscolo) non facciamo altro che rinforzare la strategia di terrore dei criminali di Daesh, il vero nome di questo gruppo terroristico.

Con il passare del tempo ci siamo assuefatti al concetto dello stato islamico seppur sedicente, cosiddetto o autoproclamato, che minaccia, rivendica attentati, ha soldati e miliziani.
Molti giornali inglesi, americani e italiani usano tutti la sigla IS o ISIS. È molto comodo ahimè, ma usare la sigla Daesh è un’accortezza piccola nella forma ma molto grande nella sostanza.
Sentirsi colpiti o attratti da uno “Stato islamico” è purtroppo molto più efficace che sentirsi colpiti o attratti da un famigerato gruppo terroristico come Daesh, Boko Haram, al-Nusra o al-Kaeda.
Parliamo con la stessa disinvoltura dello Stato Curdo o dello Stato Palestinese?
Ogni volta che sentiamo parlare di stato islamico diciamo: “No! lo stato islamico non esiste!”.

Blue Whale, media irresponsabili

Aggiornamento 02.06.2017

Aggiornamento 03.06.2017