Vitalizi? Già fatto.

Cito una lettera apparsa ieri sul sito del Corriere della Sera nella rubrica Italians:

LETTERA Il governo 5 Stelle e i vitalizi dei parlamentari

Buongiorno Severgnini. in vista di un possibile governo del M5S si torna a parlare dei vitalizi dei parlamentari. Forse mi sfugge qualcosa, ma mi sembra poco più di una trovata demagogica. Il sistema è già stato riformato dalla Fornero, e oggi i vitalizi sono equiparabili alle normali pensioni dei lavoratori: sono erogati solo al raggiungimento dei 65 anni e calcolati col sistema contributivo. Permangono alcuni vantaggi, è vero, ma non tali da giustificare una lotta “epocale”. A meno che non si vogliano toccare i vecchi vitalizi, cioè quelli concessi prima della riforma Fornero, che erano, effettivamente, scandalosi. Qui però entriamo in un terreno molto scivoloso. Innanzitutto c’è il rischio concreto che qualunque riforma venga, a ragione o torto, bocciata dalla Corte Costituzionale, come già successo per le cosiddette “pensioni d’oro”. Inoltre, anche se i trattamenti concessi erano troppo generosi, non so quanto sia corretto rivederli a posteriori: è come stracciare un contratto perché si è rivelato poco vantaggioso, anziché rispettarlo. Poi la gente ha fatto scelte di vita sulla base dei vitalizi a suo tempo legittimamente concessi, è equo cambiargli le carte in tavola, magari dopo anni o decenni? L’unica strada sensata mi sembra quella attuata e poi riproposta dal PD: il contributo di solidarietà, cioè un prelievo fiscale che, di fatto, causa una restituzione almeno parziale del vitalizio, ristabilendo un po’ di equità e con meno rischi di incostituzionalità. Poi mi viene un pensiero malizioso: tutti i parlamentari del M5S, essendo di fresca nomina, non verrebbero minimamente impattati dalla riforma: quindi sì stanno lottando per abolire i privilegi, ma degli altri!

Dario Brusamolino,

Non è che il centrodestra volendo abrogare la legge Fornero ci riporterà in vita i vecchi vitalizi?

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Tim Cook a proposito di facebook

Traduco il post pubblicato su DaringFireball

Peter Kafka ha scritto su Recode:

Cook lo ha ribadito oggi: “La verità è che noi potremmo fare montagne di soldi, se monetizzassimo i nostri clienti, se i nostri clienti fossero il nostro prodotto. Abbiamo scelto di non farlo.”

Swisher ha posto un’altra domanda a Cook: Cosa avrebbe fatto se fosse stato il CEO di Facebook, Mark Zuckerberg? La sua risposta: “Non sarei in questa situazione.”

Spietato, ma non scorretto. Penso che Cook abbia ragione: non sarebbe in questa situazione.

Un gelato per Salavini? Al cioccolato

Massimo Gramellini ha scritto a proposito della ragazza che non ha servito il gelato all’On. Salvini:

…ha motivato il gesto così: «Io non servo i razzisti». Con ciò dimostrandosi tale, perché è razzista anche chi discrimina gli altri in base alle loro idee.

Ora razzista è colui che discrimina gli altri solo in base alla razza (ammesso che esista). Chi discrimina in base alle idee è colui che ha dei principi. Sarebbero razzisti i partigiani che hanno combattuto contro in nazi-fasciti? Sarebbero razzisti i curdi che combattono contro i criminali di Daesh (prima nell’ ISIS ora nell’Esercito Libero Siriano)?

Ironia della sorte la gelateria in questione si chiama Baci Sottozero, un ottimo titolo per il mulrales apparso sui muri di Roma in questi giorni. Mi auguro che, con tutta la pubblicità fatta alla loro gelateria, la ragazza possa riprendere il suo lavoro.

Offrirei volentieri un gelato all’On. Salvini… al cioccolato. Chissà se lo gradisce?

salvinidimaiobacio

Oltre i limiti

Apple ha pubblicato un trailer e sei brevi video che ha commissionato ad altrettanti artisti per mostrare la potenza dell’iMac Pro. Lo stato dell’arte per quanto riguarda l’animazione di computer grafica. Altrettanto interessanti sono i video “dietro le quinte” in cui gli stessi artisti spiegano come hanno realizzato le loro opere.

Il trailer

Gli altri video Continua a leggere

Pirla ai pirla

liberta_2013.jpg

15 marzo 2018, in occasione del compleanno di Giancarlo Iliprandi si è parlato del suo libro Sketch, Think, Draw. nel chiostro Nina Vinchi presso il Piccolo Teatro Paolo Grassi di Milano, con l’introduzione di Monica Fumagalli, Pietro Corraini e gli interventi Marta Sironi, Mauro Piazza e Francesco Dondina. Si è parlato della sua passione per il disegno, del lavoro di archiviazione dei suoi lavori, della sua carriera, dei lavori per la Rinascente della riscoperta di tantissimo materiale archiviato con ordine sin dai primi anni. Tanto materiale che ben documenta la sua libertà di dire “Pane al pane, vino al vino e pirla ai pirla”. Capacità oggi andata in disuso.

SketchThinkDraw

M5S

Cito e condivido da: http://italians.corriere.it/2018/03/06/lettera-350/ di Beppe Severgnini:

Quello che penso del M5S lo sapete: molte idee non mi convincono, altre mi preoccupano. Io non credo che l’Europa sia un imbroglio, che Trump e Putin siano esempi di leadership, che in Italia abbiamo i soldi per il reddito di cittadinanza. Ritengo che i bambini debbano essere vaccinati e la competenza sia importante. Penso  sia sbagliato, per un partito politico, affidarsi a una entità esterna (Casaleggio & Associati), che non deve rendere conto a nessuno. Considero sbagliato aggredire verbalmente chi  la pensa diversamente.

A cui si aggiunge:

“Vi spiego come funziona la macchina della propaganda M5S: così distruggono i loro nemici”

da cui si deduce che il M5S sia il braccio politico della Casaleggio & Associati.